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Calendario Palestina

Palestina. La quotidiana resistenza: il calendario

“Dare voce attraverso le immagini. Incontrare la vita, assistere a  gesti quotidiani che uguali si compiono nel mondo allo stesso momento. Una realtà di persone gioiose con la voglia di raccontare e renderti testimone di un messaggio da divulgare. Quando la vita scorre nonostante la guerra, le armi, la claustrofobia di  un’occupazione  silenziosa che avanza distruggendo tutto”.

IL PERCHE’ DI QUESTO CALENDARIO: Palestina. La quotidiana resistenza. 

La quotidiana resistenza è la realtà delle persone palestinesi. Ogni giorno lo scenario cui si assiste vede una terra spartita e sottratta, diritti negati, percorsi quotidiani drammatici e spesso impossibili, acqua negata, case confiscate e distrutte, così come campi e frutteti. La costruzione del Muro – che continua pur essendo stato dichiarato illegale – ha di fatto creato una situazione di  apartheid.

Le uccisioni e le carcerazioni ordinarie, impunite, arbitrarie e che violano diritti internazionali… Ed ogni giorno, in vari luoghi e ora per ora, ogni persona palestinese resiste nella propria quotidianità: lavorando, studiando, prendendosi cura della propria famiglia, degli amici e di tutti coloro che visitano la loro terra.

Ogni semplice gesto si impregna di un significato di resistenza, dignità, forza e coraggio, a partire dai loro sorrisi e abbracci nel darti il benvenuto nella loro Terra di Palestina. Questo intendiamo condividere, perché non vengano lasciati soli e ciascuno – informandosi, visitando e agendo – dia il proprio contributo affinché questa situazione possa mutare.

Come scriveva Vittorio Arrigoni: “Il silenzio del mondo civile è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte. Restiamo umani”.

IL PROGETTO: DONNE DI PALESTINA

Gadheer, Sawsan, Siham, Asma…alcune delle donne dell’associazione  AOWA  (Association for Woman Action for Training and Reahabilitation)  incontrate nel 2004.

AOWA è attiva dal 1994 in Palestina; tra le varie azioni di mutuo sostegno a livello familiare e sociale, ha avviato anche delle attività per la generazione di reddito, con lo scopo non solo di mitigare la condizione di povertà delle famiglie coinvolte ma anche di rafforzare il ruolo delle donne nel tessuto sociale e politico palestinese.

Scopo del commercio equo è creare progetti congiunti con le realtà incontrate, promuoverne sostenibilità, giustizia e dignità: in Palestina ciò comporta molte difficoltà dal punto di vista pratico ma è estremamente significativo dal punto di vista politico e sociale. Come Ponte Solidale, insieme ad AOWA ed altri partner, abbiamo dato avvio al progetto “DONNE DI PALESTINA”, un percorso di empowerment femminile attraverso la produzione di saponi ed oli essenziali, per l’uso locale e per l’esportazione attraverso la rete del Commercio Equo e Solidale.

Le tappe progettuali sviluppate negli anni si sono così strutturate:

2008/2009 – Con il finanziamento dell’otto per mille della Tavola Valdese è stato fatto un lavoro sul miglioramento della qualità dei saponi, insieme ad Altromercato, e ad oggi le saponette sono vendute nel circuito delle botteghe del commercio equo, nella linea Natyr.

2010 – Con il finanziamento della Regione Umbria, è stato costituito un GSI che ha permesso a due rappresentanti dell’associazione AOWA di venire in Italia ed incontrare realtà istituzionali e dell’economia solidale; sono stati creati anche un sito web ed una mostra, che può essere richiesta a Ponte Solidale.

http://issuu.com/rebeld/docs/pannelli_aowa_exib?e=13618051/9383974

2013 / 2015 – Grazie al finanziamento congiunto dell’otto per mille della Tavola Valdese e della Regione Umbria si sono compiute due missioni in Palestina. Sono stati acquistati e spediti a Jenin i distillatori per la produzione di oli essenziali in corrente di vapore con i quali le donne hanno fatto una formazione in loco ed è stato creato  il video “Essenze di libertà” (disponibile nel canale youtube di Ponte Solidale), che ne racconta l’esperienza.

Stefania Guerrucci, Ponte Solidale