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Atene: non leggere i giornali, informati sui muri

Atene: fratellanza e solidarietà per far rinascere la dignità di un popolo

Probabilmente avrebbe cantato così John Lennon, al ritorno da Atene in questa oscura estate 2015. La patria dell’arte, filosofia e della storia oggi è perlopiù associata a numeri e percentuali: 27% disoccupazione generale, più della metà dei giovani senza lavoro, più di 3 milioni di persone sotto la soglia di povertà o in condizioni di esclusione sociale, malnutrizione in 440 mila bambini in età scolare. Come ci ha insegnato la storia e come possiamo osservare con i nostri occhi in questo presente, crisi economica equivale a crisi psicologica; l’incertezza verso il futuro e la perdita della speranza fanno crollare i pilastri fondanti della società: le famiglie.

Camminando per le strade di Atene si ha la sensazione non solo di percepire ma di toccare con mano la crisi. Si fa fatica a pensare che una delle stelle della bandiera europea sia stata disegnata appositamente per la Grecia. La crisi ha prodotto a Atene gli stessi effetti di una guerra: edifici abbandonati, calcinacci, crepe nei muri, carcasse di automobili per strada, sguardi spenti, file interminabili di esseri umani in attesa di un pasto caldo. Con imbarazzo ci si rende conto di essere nel 2015 e sembra impossibile che ci sia una via d’uscita a questa catastrofe.

Neos Kosmos Festival Foligno

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