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Tante volte leggendo un romanzo, una poesia o ascoltando una canzone mi è capitato di percepire quelle parole perfette per me, in quel preciso istante, in quel momento della mia vita; quelle parole pensate e scritte a migliaia di km di distanza e in anni a me sconosciuti mi raccontavano come nemmeno io ero riuscita a fare fino a quel momento. A volte grazie a quelle parole ho preso decisioni importanti e ho ammesso a me stessa chi ero e dove volevo andare. “Le parole sono importanti” diceva Nanni Moretti e con la fotografia possiamo raccontarle e renderle tangibili. Da questa riflessione nasce il “ritratto letterario”, un servizio fotografico che racconta chi sei tu, le tue passioni, i tuoi sogni, la tua forza e le tue forti debolezze, in un luogo per te significativo, al sole o al buio, in un’estate rovente o in un inverno silenzioso. Un racconto di te, di un particolare momento della vita da ancorare alla memoria. Le piccole cornici della nostra esistenza che, in un lampo alle volte, ci rivelano chi siamo. Basta uno stimolo, quello giusto, una nota, parole, opere, un colore… quello stimolo che schiarisce la coscienza.
Un modo per donarsi del tempo, una carezza fotografica.
Questo è il ritratto di Livia, una donna libera radicata nella terra che insegue sempre la luce respirando nel verde. A cullarla nell’aria le parole di Thoreau.
“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.”
HENRY DAVID THOREAU
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